Stanley, lettera alla rete dei ctd: “Sistema concessorio italiano scaduto da 3 anni e dallo stesso tempo noi pronti a entrare nel mercato. Chiesto nuovo incontro con ADM”

La Stanley ha inviato una lettera, a tutta la sua rete di ctd, articolata su 6 punti ben distinti:

1. Stanley si aggiudica una nuova licenza online ADM per il gioco a distanza.

2. Il fenomeno criminoso scoperto dalle DDA di Reggio Calabria, Catania, Palermo, Bari: una nuova chiave di lettura.

3. Inasprimento delle pene per gli operatori che svolgono attività illecita.

4. Accesso al sistema Concessorio nel segmento retail. Imposta Unica e Corte di Giustizia.

5. Stanley ad Enada Rimini.

6. Nuove frontiere: Stanley sbarca in Perù.

Questa la lettera integrale, con i punti 2,3 e 4 che mettono in evidenza, secondo il l’operatore anglo-maltese, come il peccato originale sia quello della gara Monti e come la Stanley sia da tempo in attesa di una risposta da parte di ADM per definire la loro definitiva entrata sul mercato concessorio italiano.

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Tassazione ctd, avv. Agnello (legale Stanleybet) ad Agimeg: “Procedibili quesiti pregiudiziali sollevati da Commissione Tributaria Parma. Notificata domanda di rinvio pregiudiziale”

“I quesiti pregiudiziali sollevato dalla Commissione tributaria di Parma sulla tassazione di ctd e bookmaker esteri hanno superato il vaglio di procedibilità”. Lo anticipa a Agimeg l’avvocato Daniela Agnello, legale di Stanleybet, che ha sottolineato: “il Cancelliere della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha notificato a tutti gli Stati membri, alla Commissione, al Parlamento Europeo, al Consiglio e alla Banca Centrale Europea la domanda di rinvio pregiudiziale proposta dalla Commissione Tributaria di Parma, assegnando alle parti il termine per le osservazioni scritte. Il procedimento è stato avviato e le parti del giudizio nazionale hanno diritto ad intervenire”. gr/AGIMEG

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Gioco, Montecatini batte tutti: 6.607 euro a persona

Montecatini 17 febbraio 2018 – Montecatini è la città numero uno del gioco d’azzardo in Toscana. Nel 2017, secondo i dati della Regione, la media procapite della spesa per i giochi di vario tipo è stata di 6.067 euro, quasi cinque volte più della media toscana, che si aggira intorno a 1.304 euro. La somma totale del denaro speso in un anno a Montecatini va quindi a superare di gran lunga i 133 milioni di euro, se si tiene conto della popolazione complessiva. Nell’anno analizzato, la raccolta di soldi utilizzati per il gioco d’azzardo in Toscana è stata di 4,8 miliardi di euro.

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Di Maio dice no alla Tav per non ‘perdere’ 200 milioni l’anno, ma vuole rinunciare ai 10 miliardi dei giochi

Lo scorso anno gli italiani hanno giocato 107,3 miliardi di euro. Quasi la metà è andata negli apparecchi e nelle videolottery, il resto se lo sono diviso – per gran parte – casinò online (20 miliardi), scommesse (12,2 miliardi), gratta e vinci (9,1 miliardi) e lotto (8 miliardi). La spesa netta – al netto quindi delle vincite – è salita dello 0,4% al nuovo record di 18,9 miliardi. Così come sono da record le entrate per lo Stato: 9,9 miliardi di euro. A fotografare la situazione del mercato è Agimeg, l’agenzia specializzata diretta da Fabio Felici che spiega: “I numeri sono da record, ma già si notano i primi risultati del decreto dignità. Gli effetti, probabilmente si vedranno a partire dal 2020, ma intanto quest’anno dobbiamo fare i conti con i vari regolamenti comunali, provinciali e regionali che vogliono dare una stretta al settore”.

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Imposta scommesse, Garrisi (Ceo Stanleybet): “Adm sospenda procedimenti in attesa di Corte Ue”

ROMA – Imposta unica, nuova stretta sul gioco non autorizzato voluta dal Governo, gara SuperEnalotto. Sono gli argomenti affrontati nell’intervista con Giovanni Garrisi, Ceo di Stanleybet.

Imposta unica: quale sarà l’effetto della decisione della Cassazione che sospende fino alla sentenza della Corte UE?

«La difesa dei centri Stanley ha chiesto alle commissioni provinciali tributarie (CTP) di sospendere i giudizi in attesa della sentenza della Corte di Giustizia. Le CTP di Palermo, Milano, Bari sez. 3 e 9, Parma sez. 2 e 3, Roma e Cremona hanno già sospeso, malgrado il parere negativo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli».

Il contenzioso con l’Amministrazione prosegue oppure c’è stato un rallentamento dovuto alle recenti decisioni (ad esempio, CTP Parma)?

«Prosegue. ADM pretende l’impossibile: cioè che le CTP decidano le cause malgrado un rinvio pendente alla Corte di Giustizia. Se la posizione processuale di ADM non cambia, la decisione dei giudici sul punto sarà quasi sempre a favore della difesa dei centri Stanley. Vittorie inutili, però. E costose, sia per Stanley che per i contribuenti italiani, che sono alla fin fine quelli che pagano le trasferte dei funzionari ADM che vengono alle udienze. Chiederemo ad ADM di convergere su una comune richiesta di sospensione dei procedimenti».

È emersa dal Board di ieri l’indiscrezione circa un possibile accordo sull’imposta con le Autorità italiane. Può fornirci altri dettagli? Già qualche mese fa ci aveva riferito di un carteggio con MEF e ADM.
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