Sigma Malta, Garrisi: “Blocco dei pagamenti, nessun effetto per operazioni Stanleybet”

LA VALLETTA–Le novità normative in arrivo, il contenzioso fiscale, le prospettive del gruppo in Italia sono gli argomenti del colloquio con Giovanni Garrisi, CEOdi Stanleybet Group, a margine di Sigma, in corso a Malta.Iniziamo da Decreto fiscale e manovra. Che effetto avrà il blocco dei pagamenti per gli operatori esteri?Per Stanley, nessun effetto. La norma, al momento, è formulata correttamente e colpisce solo i trasferimenti verso operatori esteri privi di qualsiasi “titolo” ad operare in Italia e che, pertanto, svolgono attività illecita. Un fenomeno ormai molto limitato, dopo le rilevanti operazioni delle procure antimafia dei grandi capoluoghi del Sud Italia.E cosa pensa della norma che prevede la chiusura dei centri non in regola con i versamenti dell’imposta?Anche in questo caso, non dovrebbe, né potrebbe, riguardare Stanley. Vediamo in concreto: un CTD Stanley ha appena letto la sentenza di assoluzione emessa nei suoi confronti, che così conclude: “L’attività del centro trasmissione dati (CTD)non può considerarsi illecita e il reato non sussiste”. Ma un funzionario pubblico può imporre il pagamento dell’imposta, dovuta al fine di contrastare il gioco illecito. Viene chiesto di pagare, a titolo di imposta, ciò che invece appare essere una sanzione per il fatto di essere un CTD, poi aumentata nel tempo fino ad arrivare al triplo di quello che pagano i concessionari. La natura di ‘sanzione’ e non di ‘imposta’ viene così confermata anche dall’abnormità del livello impositivo raggiunto.Sì, però i Concessionaripagano l’imposta unica. Perché la Stanley e/o i suoi CTD, no?La Stanley, oltra a pagare già le imposte sulle scommesse a Malta, ha chiesto di pagare l’imposta unica sulle stesse scommesse anche in Italia, nella stessa misura degli altri concessionari. Lanostra prima lettera/proposta ad ADM in tal senso risale al 30 giugno 2016, data prevista per la scadenza del sistema concessorio. Tale sistema, che avrebbe dovuto proseguire tramite gara pubblica, è invece andato avanti con proroghe successive. Mi creda,noi siamo a posto. Fino a che non ci verranno date da ADM chiare istruzioni, che attendiamo da quasi 3 anni e mezzo, su come fare i pagamenti dell’imposta, non della sanzione, non ci si può accusare di non voler pagare l’imposta unica. Se accettassimo di pagare la sanzione, finiremmo per corrispondere il triplo rispetto ai Concessionari.Ma allora, come si risolve questo problema? A che punto è la sentenza della Corte di Giustizia in tema di imposta?Guardi, per noi è molto semplice: gli avvisi di accertamento dei CTD per gli anni antecedenti al 2011 sono ormai in corso di annullamento in autotutela da parte dell’Amministrazione a seguito della sentenza della Corte Costituzionale del 2018, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della disciplina dell’imposta unica riferibile a quel periodo. L’epilogo è imminente anche per gli anni 2011-2015. È in arrivo, infatti, probabilmente entro il primo trimestre del 2020, la sentenza in materia della Corte di Giustizia. Discorso a parte è il contenzioso relativo agli anni successivi, dal 2016. Ammesso che tale contenzioso ci sia. Perché si baserebbe sulla pretesa che Stanley e i CTD paghino il triplo di quello che pagano i concessionari.Va da sé che tale aspetto, o sarà oggetto di futuri rinvii alla Corte di Giustizia, o diventerà facile materia di cognizione della Corte Costituzionale. La norma non può superare il test della capacità contributiva del CTD: del resto, come si fa a chiedere a una categoria di operatori di pagare il triplo di quello che pagano gli altri che svolgono la stessa attività? Alla fine cosa resterà di tutto questo? Solo un grande spreco di risorse e di mancati introiti dello Stato e della Stanley. La domanda è d’obbligo: chi pagherà il conto?
NT/Agipro

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Scommesse, Avv. Agnello a Agimeg: “Per la Cassazione, i giudici devono verificare a monte se i Ctd sono stati discriminati”

Non solo rileva la prescrizione intervenuta, ma sopratutto “La Cassazione censura la Corte di appello di Roma che non aveva motivato sul profilo della discriminazione dell’operatore StanleyBet all’accesso alle gare”. Lo evidenza a Agimeg l’avv. Daniela Agnello esperta di gambling, difensore della StanleyBet e dei titolari dei centri affiliati riferendosi alla sentenza – pubblicata oggi – con cui la Suprema Corte ha annullato la condanna nei confronti di un Ctd di Velletri. “La Corte, anziché annullare la sentenza con rinvio al giudice territoriale ha dichiarato estinto il reato per intervenuta prescrizione”. Ma poi, “nella motivazione della sentenza ha confermato il preciso principio di diritto che i giudici devono verificare ‘a monte’ se l’assenza di concessione in capo all’operatore e, prima ancora, l’esclusione dello stesso dalla gara per l’ottenimento della concessione, è addebitabile ad una normativa in contrasto con i principi eurounitari e, in tal caso, procedere con la disapplicazione”. gr/AGIMEG

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Scommesse, Cassazione su punto collegato a Stanleybet: “Se bookmaker è discriminato esercenti senza licenza di pubblica sicurezza non commettono reato”

Non sempre è condannabile per raccolta abusiva di scommesse chi opera senza licenza di polizia. E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione sul caso di un esercente di Velletri (RM), collegato al bookmaker Stanley, condannato dal Tribunale e dalla Corte di appello a due mesi e venti giorni di reclusione “per aver esercitato attività di raccolta di scommesse sportive, pur privo della necessaria licenza di pubblica sicurezza”. I supremi giudici hanno accolto la posizione del ricorrente per il quale “la Corte di appello non avrebbe speso alcuna considerazione in ordine ad un profilo decisivo della vicenda, quale l’ingiusta esclusione dell’operatore Stanley dalla gara per l’ottenimento della concessione necessaria per l’esercizio dell’attività di scommesse”.

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Malan (FI): “Imprese del gioco devono essere considerate come le altre, no a demagogia che mette in ginocchio il settore”

“L’impresa del gioco deve essere considerata alla pari di ogni altra impresa. Non si può – come avviene oggi – considerarla come un’impresa ‘cattiva’ perché allora dovrebbe essere chiusa. E a quel punto sarebbe necessario andare a cercare altrove quei miliardi che il gioco è oggi in grado di garantire. Credo quindi che non debbano essere fatti procedimenti demagogici in nome della lotta alla dipendenza e così via, perché se c’è un problema di dipendenza allora questa si deve combattere a livello medico e sociale e affrontare nei giusti modi.

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007 con licenza di scommettere: in arrivo gli agenti sotto copertura contro il gioco d’azzardo minorile e illegale

Un approfondimento sugli agenti sotto copertura previsti dalla nuova bozza del Decreto Fiscale collegato alla Manovra di Bilancio 2020, una sorta di 007 che potranno giocare e scommettere in sale giochi, scommesse, ricevitorie e bar, con lo scopo di controllare se nei locali si gioca illegalmente o se si consente l’accesso ai minori. Oggi ne parla quotidiano online Bussiness Insider Italia, intervistando anche il direttore di Agimeg, Fabio Felici. Per leggere l’articolo, ecco il link: BusinessInsider. lp/AGIMEG

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