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Distanziamento slot e tavoli bingo: novità per sale giochi, sale scommesse, sale bingo nell’ordinanza del Ministro della Salute. I dettagli

La fine dello stato di emergenza ha decretato anche la cessazione del distanziamento. Tecnicamente dal 1° aprile nelle sale giochi tutte le slot si sono potute tenere accese, senza prevedere il distanziamento tra un apparecchio ed un altro, così come la capienza nelle sale bingo può tornare al 100%, con tutti i posti a sedere disponibili.

Ma questo stop al distanziamento è conseguente ad una sorta di “buco” normativo. La Conferenza delle Regioni ha aggiornato le linee guida per le varie attività economiche, in base alla situazione epidemiologica.

Nell’attuale bozza delle nuove linee guida: “resta in linea di massima la distanza obbligatoria di un metro per le attività al chiuso (ad eccezione di cinema, teatri, congressi e convegni, musei), dove era già prevista. Quindi nei ristoranti al chiuso – come riporta il Sole24 Ore – rimane la distanza di un metro tra i tavoli”.

 

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Esclusiva Agimeg, intervista a Giuliano Frosini (Vice Pres. Public Affairs IGT): il settore del gioco pubblico tra presente e futuro, riordino del mercato, gare concessioni

Dallo stato dell’arte del settore dopo 2 anni di pandemia agli sviluppi che lo stesso avrà nei prossimi mesi, dall’atteso riordino del mercato del gioco pubblico alle gare per le nuove concessioni: questi sono solo alcuni degli importanti punti toccati nell’esclusiva intervista rilasciata, al direttore di Agimeg Fabio Felici, da Giuliano Frosini, Vice President Public Affairs IGT.

Qual è lo stato dell’arte del settore dopo 2 anni esatti di pandemia? E’ un mercato in ripresa o siamo ancora in una fase di “riparazione” dei danni subiti?

“Prima di entrare nel merito, rivolgerei un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito al superamento della fase acuta della pandemia: operatori sanitari e medici. Anche nel nostro settore, un “grazie” va ai tabaccai, che hanno lavorato in prima linea nei momenti più difficili.

Il mondo del gioco pubblico, che ha vissuto una chiusura fra le più lunghe durante la crisi, sta vivendo oggi una fase di ripresa, grazie anche agli strumenti introdotti dal Governo per gestire la crisi sanitaria che hanno consentito alle persone di ricominciare a vivere. A mio avviso, però, la ripresa sarà vera quando sarà accompagnata da un percorso di riforma orientato alla stabilità regolatoria. Solo così gli operatori che, come molti altri imprenditori, hanno dovuto coprire a proprie spese i danni economici conseguenti alla chiusura, potranno finalmente guardare al mercato, già maturo, con minore preoccupazione”.


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Nuova Legge Delega: cosa succederà agli operatori senza concessione, alle sale giochi, sale scommesse, sale bingo, ai gestori slot

Sarà una Legge Delega che interverrà in maniera decisa sui principali temi che ruotano attorno al riordino del sistema gioco in Italia. Secondo quanto appreso da Agimeg da fonti istituzionali, l’ultimo testo della Legge Delega dovrebbe finire sul tavolo del Consiglio dei Ministri nelle prossime settimane. Se l’iter non incontrerà ostacoli, toccherà poi al Governo preparare i relativi decreti attuativi sui quali poi dovranno esprimere il proprio parere le varie commissioni parlamentari.

Il cardine della Legge Delega sul riordino verte sull’applicazione di regole trasparenti e uniformi sull’intero territorio nazionale. Particolare attenzione al contrasto alla ludopatia, alla lotta all’illegalità ed alla garanzia, se non l’incremento, delle attuali entrate erariali derivanti dal settore dei giochi.

 

Per quanto riguarda il disturbo da gioco, si interverrà con misure tecniche e normative per la tutela dei soggetti più vulnerabili, introducendo ad esempio il rafforzamento dei meccanismi di autoesclusione (che dovrebbe essere inserita anche in un registro nazionale e quindi disponibile a tutti gli operatori), diminuzione della giocata massima, riduzione della vincita massima. Si punterà anche alla formazione aggiornata dei gestori, con un’attenzione particolare anche alla conformazione delle sale dove si offre gioco.

 

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Apparecchi da intrattenimento, Corte d’Appello de L’Aquila: obbligo per i giudici di disapplicare normativa italiana per operatori come Stanleybet

La Corte di Appello di L’Aquila ha accolto il ricorso dell’avv. Daniela Agnello e dell’avv. Carmela Auriemma con disapplicazione della sanzione amministrativa applicata al titolare dell’agenzia di gioco fisico per aver tenuto 15 apparecchi di intrattenimento in assenza della licenza di polizia.

La Corte si ritiene vincolata dalla giurisprudenza e dai principi già individuati dal giudice penale e statuisce “Il ragionamento ormai consolidato della Cassazione penale va condiviso anche in questa sede per escludere la configurabilità dell’illecito amministrativo a carico degli operatori privi della licenza di pubblica sicurezza nel caso di mancanza imputabile unicamente all’assenza di titolo concessorio in capo all’operatore straniero mandante, che non abbia partecipato a gare indette con bandi contenenti clausole discriminatorie alla stregua del diritto eurounitario”.

La Corte dispone “il criterio dell’applicabilità alla materia delle sanzioni amministrative dei principi affermati dalla giurisprudenza di legittimità penale, stante la natura delle sanzioni e l’obbligo generale del giudice nazionale di disapplicare la normativa interna non conforme al diritto comunitario”.

L’Agenzia Dogane e Monopoli di Pescara a seguito di un controllo presso un punto fisico, aveva applicato la sanzione amministrativa al titolare del centro per avere detenuto 15 apparecchi di intrattenimento e consentito l’attività di raccolta di scommesse per conto del bookmaker straniero Stanleybet, senza la necessaria autorizzazione di cui all’art. 88 Tulps.


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Furto Gratta e Vinci da 500mila euro, Masi psichiatra tabaccaio: “Al momento del furto non era capace di intendere e di volere” e lascia il carcere per i domiciliari

Il tabaccaio che rubò ad una donna di 69 anni un Gratta e Vinci da 500.000 euro non era capace di intendere e di volere al momento del furto. E’ la conclusione della psichiatra Adele Masi, incaricata dal tribunale di redigere la relazione tecnica d’ufficio sul protagonista della vicenda avvenuta agli inizi di settembre in zona Materdei, a Napoli. Vincenzo Scutellaro, poco prima di Natale ha lasciato il carcere e ha ottenuto gli arresti domiciliari.

La pm Enrica Parascandolo, che coordina le indagini, ha chiesto nei suoi confronti il rito immediato che sarà fissato nelle prossime ore dal giudice Marco Giordano. Secondo la psichiatra Adele Masi, al momento del fatto l’uomo non era “in uno stato delirante, né di alterazione di tipo subconfusionale oppure confusionale”. Ciò nonostante le condizioni di salute avrebbero ‘inciso concretamente’ sulle condizioni di Scutellaro nel momento in cui si è impossessato del biglietto.
 

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