Legge Delega sul gioco pubblico, gara online, distanziometri. Ecco cosa potrebbe succedere dopo la caduta del Governo

Elezioni il 25 settembre e grande incertezza su quale schieramento politico guiderà il nostro Paese. Il futuro Governo è avvolto ancora da una fitta nebbia e sono possibili scenari diversi e forse anche al momento impensabili.

E l’incertezza fa (purtroppo) parte del settore del gioco pubblico da molti anni. Tra repentini cambi di rotta, regole modificate in corsa, gare diventate un miraggio, proroghe dell’ultimo minuto, enti locali armati di una mannaia proibizionistica che si abbatte sul settore in modo indiscriminato, mercato dell’illegale sempre pronto a drenare risorse, il gioco legale vive in una incertezza immeritata, devastante e inconcepibile.


A portare un po’ di luce in questo quadro così fosco era arrivato l’annuncio, da parte del sottosegretario all’Economia Federico Freni, della Legge Delega dedicata al riordino, a livello nazionale, del gioco pubblico. Un documento articolato, di cui Agimeg aveva anticipato i contenuti, che avrebbe permesso un rilancio “equilibrato” di un settore molto penalizzato dopo mesi e mesi di chiusura e da normative locali fortemente impattanti.

A fine dell’inverno scorso, la Legge Delega approda a Palazzo Chigi dove è rimasta fino ad ora. E la grande attesa, da parte degli operatori e lavoratori del settore per il riordino che avrebbe dovuto, tra l’altro, far finire l’epoca del distanziometro impazzito, potrebbe durare ancora a lungo.

Fino minimo ad ottobre, secondo fonti istituzionali interpellate da Agimeg, la Legge Delega sul gioco non potrà tecnicamente essere “lavorata” visto che dovrà essere riavviata tutta la macchina parlamentare. Il sottosegretario al quale sarà affidata la delega sul gioco pubblico, si troverà comunque un documento già pronto e ben fatto.

E’ certo che la caduta del Governo comporterà comunque anche altri problemi per il settore. Su tutti l’attesa gara per le concessioni, in scadenza a fine anno, del gioco online. ADM si era già espressa, attraverso le parole del direttore Marcello Minenna, a tal proposito, dichiarando che erano poche le 40 concessioni previste visto che gli attuali operatori erano più del doppio.

I tempi stringono ed appare inevitabile che si dovrà trovare una soluzione tecnica per prorogare le concessioni, vista l’impossibilità di istituire una gara che dovrebbe prima passare per il Consiglio di Stato. In mancanza di un intervento di questo tipo, lo scenario probabile sarà quello di una valanga di ricorsi al Tar.

Insomma una fine d’anno che, senza soluzione di continuità, vedrà il settore del gioco pubblico ancora sotto la spada dell’incertezza. lp/AGIMEG