Gara scommesse, Stanleybet invia memoria al Consiglio di Stato. Garrisi (ceo) ad Agimeg: “Se la gara uscirà senza le garanzie richieste parteciperemo lo stesso ma pronti ad impugnarla”

Prosegue la marcia di avvicinamento della Stanleybet al mercato italiano delle scommesse legali. Dopo la partecipazione al bando per la concessione online, la Stanleybet si sta muovendo a grandi passi verso la gara per le nuove concessioni per le agenzie di scommesse. A quanto appreso da Agimeg da fonti istituzionali, la Stanleybet ha presentato una memoria al Consiglio di Stato proprio sul tema dell’emanazione del bando di gara. Su questa memoria l’operatore anglo-maltese avrebbe riportato, in maniera molto dettagliata, tutte le discriminazioni subite nelle tre gare precedenti, sottolineando le varie criticità. Si tratterebbe quindi di una sorta di invito al Consiglio di Stato di tener conto di queste criticità, in maniera da emanare un bando che non veda la Stanleybet nuovamente discriminata. Si tratta di un intervento diverso dai precedenti, una manovra in anticipo non successiva come accaduto nelle stagioni precedenti e che da’ l’idea della decisa volontà della Stanleybet di entrare a far parte in maniera definitiva del mercato italiano regolamentato.

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Sul tema Giovanni Garrisi, CEO di Stanleybet, raggiunto telefonicamente a Liverpool durante un board meeting della compagnia, non ha voluto commentare il dettaglio dell’invio del documento anche perchè, ha dichiarato ad Agimeg: “quando il Consiglio di Stato è riunito nella sua funzione consuntiva, nessuno ha il diritto di intervenire e quindi un documento del genere, mandato da una terza parte, sarebbe irricevibile e, quindi, inefficace”. Ma poi Garrisi ha sibillamente aggiunto che comunque “Le Autorità sono ben consapevoli che la Stanley vuole assolutamente partecipare alla prossima gara ma il problema di come rimuovere gli effetti delle discriminazioni precedenti resta ancora un problema aperto. Se si arrivasse alla gara senza una soluzione concordata, la Stanley sarebbe automaticamente in condizioni di inferiorità rispetto agli altri e la gara sarebbe, di fatto, una gara che non mette tutti gli operatori sullo stesso piano”. Ma cosa farà la Stanleybet se la gara dovesse uscire senza le garanzie richieste? “Parteciperà comunque alla gara – sottolinea Garrisi – perché le procedure amministrative ci danno il diritto di impugnare la stessa anche dopo la partecipazione e persino dopo l’aggiudicazione. Ma sarebbe un peccato non cogliere l’occasione per fare finalmente una gara perfettamente regolare. Il nostro impegno è infatti a favore del sistema concessorio e non contro. Comunque che nessuno si illuda – ha concluso il CEO di Stanleybet – noi faremo comunque parte del sistema”.

Agimeg è però in grado di confermare che la lettera al Consiglio di Stato c’e’ stata eccome. E forse un effetto lo ha avuto.

Ricordiamo infatti che nei giorni scorsi il Consiglio di Stato ha chiesto ulteriori chiarimenti al MEF con i quali, in una nuova riunione che si terrà in data ancora da stabilire, esaminerà i documenti e rilascerà il parere sulla gara. Ricordiamo che la gara delle scommesse prevede l’assegnazione di 15mila punti, mentre quella del bingo di 210 sale. es/AGIMEG

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