Comune Napoli: ‘Gioco, estendere regolamento ai corner di scommesse’

A Napoli si va verso l’approvazione dell’estensione del distanziometro previsto dal regolamento sul gioco del 2015 anche ai corner di scommesse.

Aria di modifica, a Napoli, per il regolamento sul gioco. La commissione Lavoro e affari istituzionali ha esaminato, con la partecipazione del vice sindaco ed assessore al Commercio Enrico Panini la delibera di iniziativa consiliare che, con primi firmatari i consiglieri dei Verdi Buono e Gaudini, propone alcune modifiche al testo approvato dal Consiglio nel 2015.


Prima dell’approdo in Consiglio, la commissione ha esaminato la proposta che, come ha spiegato il consigliere Stefano Buono (Verdi Sfasteriati) mira a contrastare il Gap riducendo l’offerta di gioco in città. Nella proposta, si estende ai “corner” – cioè a quei punti nei quali è possibile effettuare giochi leciti e che sono all’interno di esercizi commerciali di altra natura, come bar, tabaccherie ecc. – la disciplina che il regolamento applica alle “sale giochi”, ad esempio, il limite orario e una certa distanza da scuole e altri edifici sensibili.

La proposta prevedeva anche una diversa articolazione degli orari di apertura delle agenzie per la raccolta di scommesse adeguandoli al calendario delle diverse manifestazioni sportive oggetto di scommesse (gli orari per le sale gioco sono disciplinati con ordinanza sindacale nel limite delle 56 ore settimanali previste dal regolamento).
Sugli orari, si legge in una nota del Comune, “la commissione ed i presentatori della proposta hanno deciso di non modificare il regolamento accogliendo le riserve contenute nei diversi pareri espressi dall’Avvocatura comunale, dalla Segreteria generale e dal servizio competente. In particolare, il parere dell’Avvocatura, esposto dall’avvocata Carpentieri, ha richiamato l’attenzione sulla posizione espressa dal Consiglio di Stato in una recente sentenza. Al Consiglio di Stato sono già arrivati tre dei ricorsi presentati contro il regolamento comunale (14 ricorsi sono ancora all’esame del Tar); il massimo organo di giustizia amministrativa ha dato ragione al Comune, confermando la legittimità del regolamento comunale, e nel testo della sentenza ha valutato positivamente l’estensione ai corner del regolamento stesso che ha l’obiettivo di contrastare la ludopatia; una rimodulazione degli orari a seconda delle tipologie di gioco, invece, introdurrebbe disparità di trattamento e, prevedibilmente, causerebbe nuovi ricorsi.
Sul punto, hanno concordato la dottoressa Magnoni, segretario generale del Comune, la dirigente dello Sportello unico attività produttive, Blasio, il dirigente Aurino per la direzione Servizi finanziari. Non è in discussione, comunque, l’utilità di estendere ai corner la disciplina regolamentare, così come confermato, anche dal punto di vista dei controlli sulle attività, dagli esponenti del servizio Polizia locale che sono intervenuti, i capitani Frattini e Cortese”.
L’assessore Panini ha sottolineato che “la posizione del Consiglio di Stato agevola il Comune nella lotta alla ludopatia, che rappresenta un grave fenomeno nella regione, in particolare per i tanti adolescenti che coinvolge ed è un tema delicato sul quale il Comune di Napoli è stato tra i primi ad intervenire e sarà il primo, con le modifiche proposte, a regolamentare anche i corner; il giudizio mette anche in condizione il Comune di eliminare la concorrenza sleale dei punti gioco nei confronti delle sale scommesse regolamentate; la stessa posizione, però, rende a questo punto inopportuna, a causa dei ricorsi possibili, la rimodulazione oraria di cui pure si era discusso in diversi incontri con le associazioni rappresentative della categoria delle sale gioco”.
I consiglieri che sono intervenuti nel corso della riunione hanno sottolineato che: “il problema del gioco patologico, che è una minaccia alla salute pubblica e all’integrità psicofisica delle persone, non va minimizzato (Brambilla di Movimento 5 Stelle); la questione va trattata con molta attenzione perché chi è affetto da Gap, con la ulteriore limitazione del gioco legale, potrebbe rivolgersi a quello illegale, così come, ad esempio, avviene con le migrazioni di giocatori dai Comuni dove ci sono limitazioni verso quelli che non hanno regolamentato la materia (Esposito del Pd); è urgente sollecitare una disciplina nazionale per rimediare alla forte contraddizione di uno Stato che tutela la salute e, contemporaneamente, favorisce i giochi, anche quelli di minore rilevanza che, comunque, inducono una patologia gravissima, la malattia del gioco (Frezza del Gruppo Misto)”.
PANINI: “STATO ITALIANO AMBIVALENTE”– Panini ha ribadito le sue posizioni in un incontro pubblico sul gioco tenutosi il 1° febbraio a Caserta. “ Bene primario in un territorio è la tutela della salute e il primo depositario della tutela della salute dei cittadini è il sindaco e con il sindaco l’amministrazione comunale, la giunta, in tutte le sue articolazioni. Io trovo particolarmente grave che ci sia ancora un numero considerevole di amministrazioni che non si sono poste il tema di come regolamentare il gioco d’azzardo lecito nel loro territorio. Io penso che questa sia una manchevolezza rispetto ai propri cittadini a fronte di studi ormai incontrovertibili circa gli effetti che il gioco d’azzardo produce.
La Campania è la terza regione in Italia per milioni giocati, è la prima regione d’Italia per numero di adolescenti coinvolti nel gioco d’azzardo.
Il Comune di Napoli ha un Regolamento fra i più avanzati sul territorio italiano”, ricorda il vice sindaco partenopeo. “Il primo colpevole circa l’attuale situazione si chiama Stato italiano, un sepolcro imbiancato che mentre parla di ‘pericolo ludopatia’ usa l’offerta di gioco come una importante fonte di finanziamento. Ci sono tre grandi poteri economici che condizionano le scelte economiche vere nel nostro Paese: il sistema bancario; le assicurazioni; e il mondo del gioco”.

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