“Libero” di sbagliare: ancora una volta pubblicati i dati non corretti sul mercato del gioco in Italia

Ancora una volta escono dati non corretti sul gioco. Questa mattina Libero ha pubblicato l’articolo “Gli italiani spendono per giocare d’azzardo quanto per mangiare”, accostando il fatto che gli italiani abbiano speso per tentare la fortuna 107 miliardi, dato che si avvicina ai 130 spesi per il cibo. I 107 miliardi però si riferiscono alla raccolta del gioco, mentre la spesa reale degli italiani, cioè la raccolta meno le vincite tornate ai giocatori, è stata di circa 20 miliardi. Il gioco quindi, come spesa, non è assolutamente paragonabile all’alimentare. Altro dato non valutato correttamente è quello relativo alla pericolosità del gioco online. Va ricordato prima di tutto che la spesa per il gioco online incide per appena il 7% sul totale del mercato del gioco in Italia. L’opera di legalizzazione del gioco online, iniziata dai Monopoli di Stato nel 2008 con il poker in modalità a torneo, ha permesso l’emersione e la regolarizzazione di un gioco che veniva comunque praticato in Italia ma senza tutele per il giocatore e nessuna entrata erariale. Non si è trattato quindi dell’introduzione di nuovi giochi ma piuttosto l’emersione di un sommerso. Bisogna anche ricordare che per giocare online occorre registrarsi attraverso una procedura che dimostri la maggiore età. E va sottolineato che la ricerca presentata dall’Istituto Superiore della Sanità ad ottobre scorso ha indicato in circa 18,5 milioni le persone che hanno giocato almeno una volta nell’ultimo anno e quindi quasi la metà di quelle indicate invece da Libero. lp/AGIMEG

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