Scommesse e cessione della rete, dalla Cassazione nuova sentenza a favore dei ctd

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ROMA – Dalla Corte di Cassazione arriva una nuova sentenza a favore dei centri scommesse collegati a bookmaker senza concessione. La Quarta sezione penale ha annullato con rinvio al Tribunale di Salerno l’ordinanza di sequestro disposta per un centro collegato alla società Stanleybet: la questione verteva ancora una volta sulla cessione gratuita della rete a fine concessione, la clausola contenuta nel bando Monti, giudicata dalla Corte di Giustizia Ue in contrasto con i principi comunitari. La Corte di Cassazione, applicando le indicazioni della Corte Ue, aveva rinviato ai singoli tribunali tutti i ricorsi relativi alla cessione gratuita: il nuovo giudizio avrebbe dovuto essere effettuato in base alle particolarità del singolo caso, valutando l’effettiva antieconomicità della clausola e quindi la potenziale discriminazione del bookmaker. Il caso era dunque tornato ai giudici salernitani, che anche nella nuova decisione avevano confermato la legittimità del sequestro. Per i giudici supremi, però la valutazione sull’antieconomicità non è stata svolta correttamente.

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Il Tribunale «avrebbe dovuto valutare la stessa alla stregua dei canoni stabiliti dalla giurisprudenza di legittimità a riguardo del sapere che si trae dall’applicazione di conoscenze scientifiche e/o tecniche», scrivono i giudici. Tuttavia, «il Tribunale ha opposto alle conclusioni dell’elaborazione tecnica l’evocazione del ‘fatto notorio’ che “l’attività di raccolta di scommesse ha prodotto negli ultimi anni per gli operatori economici attivi nei Paesi dell’Unione Europea un notevole profitto». Secondo la Cassazione è dunque giusta l’obiezione sollevata del titolare del centro, «che lamenta l’erroneo riferimento ai ricavi netti del singolo punto vendita piuttosto che a quelli della società». Le valutazioni del tribunale non «assumono valore risolutivo» e dunque il caso dovrà essere riesaminato dai giudici di Salerno. LL/Agipro

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