Conte (Premier): “La chiusura delle attività non potrà prolungarsi troppo, ma ripresa lenta e scaglionata”. Ecco l’ordine di riapertura delle attività, dalla filiera alimentare alle sale gioco e scommesse

“Bisogna ragionare in termini di proporzionalità. Sarebbe stato un errore introdurre immediatamente una chiusura totale del Paese. Inoltre, è impossibile assumere un impatto economico di questo livello troppo prolungato. Dovrebbe essere fatto gradualmente” – ha spiegato il premier Conte in una intervista rilasciata al quotidiano spagnolo El Pais. E alla domanda su quando potrebbe finire la quarantena in Italia? “ La serrata delle attività produttive è l’ultima misura che abbiamo preso e non può prolungarsi troppo”. Sarà quindi una ripresa lenta e scaglionata quella che segnerà la fine dell’emergenza da coronavirus. Dopo il prossimo blocco di 2 settimane, che partirà dal 3 aprile e durerà fino al 18 aprile – si comincerà a discutere i criteri per la progressiva riapertura. La condizione primaria rimane quella di R0, l’indice di contagiosità inferiore a 1 (un positivo infetta meno di una persona). Ma anche dopo aver raggiunto questo risultato bisognerà mantenere alcuni divieti e limitazioni per impedire che la circolazione degli asintomatici possa far risalire il numero dei positivi. Quindi anche se i dati dovessero essere positivi, per il ritorno alla normalità serviranno comunque settimane. Ecco l’ordine con cui, secondo gli esperti del Corriere della Sera e del Sole24Ore, verranno riaperte alcune attività:

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Stanleybet alla rete: “Norme del decreto fiscale non possono trovare applicazione per i centri Stanleybet. Un sistema concessorio in proroga senza gara per 4 anni può essere ancora considerato legittimo?”

“1) Cosa abbiamo fatto (2019) e cosa faremo (2020); 2) Imposta unica e Corte di Giustizia; 3) Rinnovo Gratta e Vinci senza gara; 4) La legge di bilancio e le sue scelte: è la fine del sistema concessorio?”. Sono i punti della nota Stanley di fine anno inviata a tutta la rete.
“1) Cosa abbiamo fatto (2019) e cosa faremo (2020). Il 2019 è stato un anno di grande transizione e di grandi progressi. I Tribunali italiani: in sede penale continuano inesorabilmente a proclamare la disapplicazione della sanzione penale; in sede civile nella stragrande maggioranza danno ragione alla Stanley, anche nel settore delle AWP. In questo senso, si è recentemente creata giurisprudenza consolidata, ad esempio, nei tribunali di Bergamo e Lecce. Tutti i prodotti, sia online che retail sono migliorati e ulteriori miglioramenti arriveranno proprio tra Natale e Capodanno, quasi come una sorpresa. In realtà, noi non ci fermiamo mai e questa scelta è stata fatta proprio perché, in considerazione del periodo festivo e dello scarso livello di attività, è il momento ideale per provare nuove funzioni e nuovi concetti. Ma il 2020 vedrà il vero e proprio decollo di nuove opportunità e saranno colmati alcuni gap rispetto alla concorrenza, come la possibilità di connettere eventi pre-game e live nello stesso biglietto. La nostra parola d’ordine rimane sempre la stessa: colmare e divergere. Colmare le aree dove dobbiamo ammettere, senza difficoltà, di non essere i migliori e divergere nelle aree in cui possiamo essere più professionali e innovativi dei competitor. Non dovete dimenticare che furono le professionalità che sarebbero poi diventate Stanley, nel lontano 1994, ad inventare il mercato Gol/NoGol, a cui fu inizialmente dato, su idea di un giornalista inglese, il nome provvisorio di ‘Va..ffan gol’. Siamo ora pronti 26 anni dopo, come Stanley, a riconquistare la leadership tecnica assoluta del mercato europeo. E Voi potete diventare i leader del settore.
2) Imposta unica e Corte di Giustizia. Sapete già che è in arrivo una sentenza della Corte di Giustizia sul caso di un CTD di Parma che chiarirà la posizione del giudice europeo sulla materia imposta unica. Sapete bene quale è la posizione di Stanley. La legge che introduce l’imposta unica per i CTD dichiara nelle sue premesse che serve per ‘scoraggiare’ chi offre un servizio che non ha le caratteristiche del gioco ‘lecito’. Sapete altresì bene che la Corte Costituzionale e migliaia di Corti Italiane di ogni ordine e grado dicono che l’attività dei CTD e della Stanley stessa non è attività illecita. Di conseguenza: come può una legge dello stato italiano ‘scoraggiare’ i CTD Stanley, dato che non svolgono attività illecita? E per i quali Stanley già paga le imposte in altro Stato europeo? Non è il caso di dilungarsi su questo problema perché tanto la soluzione è prossima (entro i primi di febbraio probabilmente) e potrebbe provenire direttamente dalla Corte di Giustizia

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Scommesse: i giudici civili di Lecce e Bergamo disapplicano le sanzioni amministrative applicate ai titolari dei centri Stanleybet

La Corte di Appello di Lecce e il Tribunale di Bergamo hanno accolto i ricorsi presentati dai titolari dei centri Stanleybet difesi dagli Avv.ti Daniela Agnello, Massimiliano Mura e Carmela Auriemma e hanno annullato le sanzioni amministrative applicate per aver istallato all’interno delle sale apparecchi da intrattenimento, è quanto reso noto da un comunicato di Stanleybet. Due casi che consolidano la giurisprudenza in materia civile in favore della Stanleybet. In data 03.03.17, l’Agenzia delle Dogane e Monopoli, Ufficio Territoriale per la Puglia, ha emesso un’ordinanza-ingiunzione con la quale si intimava di pagare € 15.000,00 a titolo di sanzione amministrativa per aver installato n. 10 apparecchi da intrattenimento in assenza dell’autorizzazione di cui all’art. 88 T.U.L.P.S.

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Slot, Agnello (Avv. Stanleybet): “Stanleybet discriminata nell’accesso alle gare, anche giudice civile disapplica sanzioni amministrative ad agenzie”

“Il giudice civile, come il giudice penale, ritiene la società Stanleybet discriminata nell’accesso alle gare, disapplica la sanzione amministrativa applicata al titolare del centro e condanna l’amministrazione al pagamento delle spese”. E’ quanto dichiara l’avv. Daniela Agnello, difensore di Stanleybet e dei titolari dei centri, unitamente agli avv. Massimiliano Mura e Carmela Auriemma, a seguito dell’accoglimento da parte della Corte di Appello di Lecce e del Tribunale di Bergamo dei ricorsi presentati dai titolari dei centri Stanleybet, che hanno portato all’annullamento delle sanzioni amministrative applicate per aver istallato all’interno delle sale apparecchi da intrattenimento. lp/AGIMEG

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Garrisi (CEOStanleybet) ad Agimeg: “Stanley nel sistema italiano già all’inizio del 2020?

Decreto Fiscale, Registro degli operatori, il futuro dei ctd e dell’azienda: questi alcuni temi toccati da Giovanni Garrisi (ceo di Stanleybet) in una intervista rilasciata ad Agimeg durante il Sigma a Malta.Decreto Fiscale: articoli 28 (blocco dei pagamenti) e 31 (imposta unica) sembrano norme fatte apposta contro Stanleybet: è così?Una Legge di Bilancio è un documento così importante per il Paese che non si può pensare che sia stato scritto avendo in mente specificamente Stanley. Norme di contrasto verso gli operatori che svolgono attività illecita o che non pagano le imposte dovute sono auspicabili. Raccolgo però volentieri la sottile provocazione della domanda, che forse vorrebbe sottintendere che la Stanley possa essere considerata un operatore non appartenente al circuito legale o che non si assoggetta al pagamento delle imposte dovute. Ovviamente non è cosi. Lo testimoniano, nell’arco di un ventennio, migliaia di sentenze della Magistratura nazionale, tra cui la nostra Corte Costituzionale, e una decina di sentenze della Corte di Giustizia. Riguardo all’imposta unica, la Stanley ha chiesto all’Amministrazione, con lettera del 30 giugno 2016, di ricevere istruzioni per iniziare a pagare l’imposta in Italiaanziché a Malta. Insomma, a metà 2016, data stabilita per la scadenza delle concessioni Monti, Stanley riteneva a rigor di logica di poter pacificamente iniziare a far parte del sistema concessorio. Ovvia, di conseguenza, la richiesta con cuiStanley, nel riscontrare una circolare ADM rivolta a tutti gli operatori, dichiarava testualmente che: 1) Si impegnava a partecipare alla prossima gara prevista per legge (poi mai bandita); 2) Chiedeva istruzioni su come iniziare, dal 1° luglio 2016, a pagare l’imposta unica in Italia e gli oneri concessori e amministrativi e 3) Chiedeva istruzioni per procedere al collegamento al totalizzatore nazionale.E rimanendo in tema di Decreto Fiscale, come vi comporterete in merito all’obbligo d’iscrizione al Registro Unico degli operatori?Sia la Stanley che i suoi CTD, ai sensi della formulazione attuale del decreto fiscale, sono tenuti a iscriversi al registro. E, come sempre, si adegueranno alla normativa vigente. Ovviamente, la sua domanda mirava a chiedere che succede se tale iscrizione viene rifiutata. La risposta è di una semplicità disarmante. Se l’iscrizione verrà rifiutata, le norme dello Stato Italiano, che non dimentichiamolo, è uno Stato di diritto, consentono di esperire i necessari rimedi processuali per la disapplicazione della normativa nazionale in contrasto con le norme del diritto dell’Unione Europea e la tutela e il ristoro di diritti soggettivi e degli interessi legittimi che fossero stati violati. D’altra parte, il rifiuto dell’iscrizione al registro comporta, tra le conseguenze previste dalla norma, l’impossibilità di iscriversi allo stesso per 5 anni, con conseguente impossibilità, per chi è fuori dal registro, di partecipare alle prossime gare. Se ciò si verificasse, è pacifico che si realizzerebbe unanuova, manifesta discriminazione a carico della Stanley e dei CTD, questa volta attraverso la negazione dell’iscrizione al registro. Dubito che ci sia qualcuno che voglia intraprendere una strada del genere contro Stanley. Non si libererebbe di Stanley e condannerebbe il sistema ad altri 5 anni di instabilità.

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