Scommesse sportive (fisico e online): il nuovo lockdown comprometterà la lenta e difficile ripresa del settore che, nei primi 10 mesi del 2020, ha fatto segnare un +3,2% grazie al lavoro dei titolari di agenzie ed il traino dell’online. Ecco i numeri

Considerando la spesa delle scommesse sportive (fisico e online), il solo mese di ottobre ha chiuso a 243,3 milioni di euro, il +88,9% rispetto allo stesso periodo del 2019 (128 milioni), miglior risultato in assoluto dell’anno 2020, che ha superato il precedente primato dei 2111,9 milioni ottenuto lo scorso gennaio. Anche sul dato complessivo influisce positivamente la ripresa dei campionati in estate, con un trend in costante crescita da luglio a ottobre. La chiusura delle sale scommesse, a partire dal 26 ottobre scorso, rischia di compromettere il recupero del settore. I 100 giorni di chiusura del primo lockdown avevano infatti creato forti danni al segmento delle scommesse sportive, uno degli ultimi ad essere riaperto dal Governo.
 

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Baretta (MEF): “Una normativa nazionale sul gioco nel 2021, gare per le nuove concessioni nel 2022. Il migliore sistema di gestione del settore gioco è il modello concessorio”

“Affrontare un tema contraddittorio come quello del gioco, che lamenta l’esigenza di una riforma: si torna su questo argomento periodicamente e anche ora nell’ultima edizione della Nadef è stata richiamata l’esigenza di una regolamentazione uniforme. Vi è una forte e comprensibile dimensione emotiva che coinvolge il dibattito politico su un tema così esposto e controverso”. E’ quanto ha detto Pier Paolo Baretta, sottosegretario al Mef, nel corso della tavola rotonda “Il gioco buono: un alleato contro l’illegalità”. “Credo che questa condizione di approccio emotivo ha portato a due tipi di generalizzazioni: da un lato l’idea che concentrandosi sulla parte patologica il gioco è stato concepito come negativo, che sia male in sé, e che se lo Stato non lo controllasse, il gioco sparirebbe, dall’altro c’è stata per molto tempo l’idea che, in quanto esiste, è inutile porsi il problema sul gioco, che dunque va controllato, ma è una realtà che se non è affrontata dallo Stato diventa illegale, quindi prevaleva un’idea liberista del settore. Questi due estremi hanno faticosamente trovato punti di mediazione, in altri casi il conflitto ha portato a non trovare una quadratura. Un esempio clamoroso è stata la posizione sulle distanze – ha detto Baretta – interpretata da ciascun ente locale in maniera totalmente differente e senza alcuna disponibilità a trovare un percorso condiviso. Dobbiamo fare uno sforzo per cercare di avere tutti insieme una strategia condivisa, che sia risultato di un confronto e dibattito tra tendenze legittime, ma che si arrivi a condividere punti generali senza i quali incapperemo in incidenti di percorso e forzature, con il risultato che alla fine ci ritroveremo in una situazione di insoddisfazione”.
 

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Chiusura sale scommesse, sale bingo, sale slot: esiste la possibilità di ricorrere al Tar contro l’ultimo DPCM

Esiste la possibilità di ricorrere al Tar contro l’ultimo DPCM, anche in una fase emergenziale come quella attuale. “L’azione della PA non può essere caratterizzata dalla discrezionalità più assoluta”, spiega il politico e avvocato Roberto Cota. “Esistono parametri e principi da rispettare. E interessi in gioco da bilanciare”, – aggiunge Cota -. “Invece nell’ultimo DPCM ci sono delle incongruenze evidenti, come la chiusura alle 18 per i Ristoranti e la chiusura di palestre e sale giochi. Tutte queste attività risultavano già soggette a rigidi protocolli e linee guida. Ma, in particolare per quanto riguarda le sale giochi, la scelta di chiusura è ideologica, un pretesto, per chiudere un’attività impopolare”, afferma Cota. “L’unico modo per ottenere giustizia è quello di rivolgersi ai giudici amministrativi e il vizio dell’eccesso di potere, causa di annullamento degli atti, sembra proprio essere quello che affligge il DPCM”, conclude. cdn/AGIMEG
 

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Catalfo (Min. Lavoro): “Nel Decreto ‘Ristoro’ saranno presenti aiuti a fondo perduto anche per sale giochi, sale scommesse e sale bingo”

Al vaglio del Governo contributi a fondo perduto per le attività produttive, incluse le attività da gioco. Le nuove misure restrittive inserite nel DPCM riportano, sul tavolo del Consiglio dei Ministri, la necessità di varare nuovi aiuti a sostegno dei settori economici più colpiti. L’Esecutivo lavora per interventi per un totale di 5 miliardi di euro tra tutela dei lavoratori e sostegni alle attività bloccate o ridimensionate dall’ultimo provvedimento. Gualtieri e Conte hanno affermato che la quota che spetta agli aiuti sarà di 1,2 miliardi di euro a favore di circa 300-350 mila imprese. La Ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, in un’intervista a Inblu Radio ha precisato che all’interno del piano di sostegni che verrà discusso nel CdM odierno per delineare il Decreto ‘Ristoro’ saranno presenti i bar, pasticcerie, ristoranti, locali, pub, discoteche, cinema, teatri, sale giochi e impianti da sci. Come riporta ‘Repubblica’ la principale novità sarà l’eliminazione del limite dei 5 milioni di euro di fatturato. ac/AGIMEG
 

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Conte firma il nuovo Dpcm: confermata chiusura sale scommesse, sale bingo e sale slot.

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm. Confermata la chiusura di sale scommesse, sale bingo e sale giochi. Chiusura di bar e ristoranti dalle 18 di sera, ma potranno restare aperti alla domenica. Nessun blocco agli spostamenti tra regioni ma “forte raccomandazione” a limitarli così come le uscite dal proprio comune di residenza.

Le misure entreranno in vigore dal 26 ottobre, ovvero lunedì, e resteranno in vigore fino al 24 novembre.