Elezioni, bene chi ha prestato attenzione al settore del gioco pubblico: eletti Durigon (Lega), D’Attis (FI), de Bertoldi (FdI), Molinari (Lega) e Battistoni (FI)

Ottimo risultato alle ultime elezioni per gli esponenti politici che in questi anni hanno prestato attenzione al settore del gioco pubblico. Oltre al sottosegretario uscente al Mef (con delega ai giochi, ndr), Federico Freni (Lega), che nel collegio uninominale della Camera U07 ha conquistato il 42,01% dei voti, è stato eletto al Senato nel Collegio Lazio 1-U01 (Viterbo Rieti) l’ex sottosegretario al Mef con delega ai giochi, Claudio Durigon (Lega), che ha ottenuto 216.942 preferenze (52,03%). A Brindisi e provincia riconfermato alla Camera Mauro D’Attis (FI), che ha conquistato l’uninominale col 44,09% e 72.881 voti. Nel collegio uninominale Trentino-Alto Adige/Südtirol – U01 (Trento) è stato invece eletto alla Camera Andrea de Bertoldi (foto) di Fratelli d’Italia, che ha ottenuto 58.414 voti (42,56%). Per il seggio di Alessandria è stato eletto alla Camera il segretario regionale della Lega, Riccardo Molinari, con 105.092 voti (52,52%). Eletto alla Camera nel Collegio uninominale 1 (provincia di Ascoli Piceno e Fermo) anche il viterbese Francesco Battistoni (FI) – sottosegretario uscente al Mipaaf (con delega all’ippica, ndr) – col 47,66% e 90.807 voti.

PVR: quanti li utilizzano, i nuovi contratti, controllo attività, il ruolo dei concessionari, le nuove regole previste nel riordino. Il punto di Federico Freni (MEF)

Il sottosegretario Federico Freni fa il punto, in esclusiva su Agimeg, sullo stato dell’arte ed il futuro dei PVR (Punti Vendita Ricariche), argomento molto sentito sia dagli operatori che utilizzano questo canale distributivo, sia dai titolari delle attività interessate.

“L’argomento dei PVR è molto delicato e sicuramente alimenta un serio dibattito sia all’interno dell’industria del gioco sia nell’ambito delle Istituzioni coinvolte nella sua regolamentazione.

Innanzitutto, mi preme sottolineare che i concessionari del gioco online che utilizzano i PVR come canale distributivo per i contratti e le ricariche dei conti di gioco rappresentano circa il 70% dell’intero mercato operante in Italia, ed il 30% del valore complessivo delle ricariche dei giocatori passa attraverso questo canale.

Questa grande diffusione dei PVR sul territorio non deve indurci a pensare che favoriscano fenomeni di intermediazioni illegali in quanto gestiti da soggetti non autorizzati. Al contrario, le operazioni effettuate tramite i PVR sono operazioni tracciabili e fonte di presidio e informazione per la platea dei giocatori.

Nello stesso tempo però, come tutti i fenomeni che presentano un’espansione eccessiva e repentina, rischiano di sottendere sintomi di possibili irregolarità, ecco perché ritengo sia necessario attivare tutta una serie di misure volte a presidiare dette attività e renderle il più possibile trasparenti.


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Scommesse, da Cassazione e Consiglio di Stato via libera a Stanleybet. Avv. Agnello: “Adm consenta pagamento dell’imposta unica come per i concessionari”

ROMA – Il caso-Stanleybet resta aperto, in attesa di un accordo tra il bookmaker e l’Agenzia delle Dogane in materia tributaria. Gli altri nodi dell’attività – in campo penale e amministrativo – sembrano ormai sciolti: la Cassazione penale ha continuamente disapplicato la normativa italiana perché in contrasto con le sentenze pro-Stanleybet della Corte di Giustizia UE, mentre il Consiglio di Stato ha recentemente emanato una clamorosa sentenza con la quale stabilisce che l’attività dei centri non è illegale. L’esito del contenzioso legale promosso da Stanleybet – scrivono i giudici – rende la società «un’eccezione alla regola» nel sistema italiano, fondato sul possesso di concessione e autorizzazione. All’avvocato Daniela Agnello, storico legale della compagnia, chiediamo se ciò può portare alla parola “fine” almeno alle cause amministrative e penali con l’Agenzia delle Dogane. «Le sentenze, ottenute dal mio studio, emesse negli ultimi anni dalla Corte di Cassazione in sede penale e dal Consiglio di Stato in sede amministrativa, ribadiscono ancora una volta che Stanleybet è un operatore discriminato nell’accesso al sistema concessorio, con attività legale. L’Adm dovrebbe prendere atto dello stato di fatto e dei principi cristallizzati con tali pronunce e riconoscere la liceità dell’attività svolta da Stanleybet. In attesa delle prossime gare pubbliche, quindi, la società ha diritto di operare alle stesse condizioni di un concessionario statale o di un operatore regolarizzato».


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Scommesse, CTD Stanleybet: aperto dall’ufficio legale della compagnia di Liverpool fascicolo su funzionario ADM ed in valutazione richiesta risarcimento danni

La sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata in anteprima da Agimeg, sulla revoca della concessione di un tabaccaio perché lo stesso ospitava un centro trasmissione dati collegato alla Stanleybet, ha suscitato scalpore ed interesse tra gli operatori del settore.

Ricordiamo che il Consiglio di Stato, in merito alla suddetta questione, ha statuito che: “la revoca della rivendita di generi di monopolio è stata motivata in ragione dello ‘svolgimento dell’attività illegale di scommesse sportive’ mentre l’evoluzione giurisprudenziale degli anni successivi ha chiarito che quell’attività di raccolta di scommesse illegale non era”.

In relazione a quanto successo da fonti dell’ufficio legale di Liverpool, interpellate da Agimeg, trapela che è stato aperto un fascicolo per valutare la posizione del funzionario ADM  che ha firmato l’atto di revoca e quella del suo responsabile.

Secondo quanto chiarito dallo stesso funzionario della compagnia, il suo ufficio ha ricevuto la richiesta di valutare quei profili di risarcimento del danno causati dal fatto che per anni esercenti, simili a quello colpito dal provvedimento di ADM, sono stati scoraggiati ad instaurare rapporti con la Stanleybet.

 

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Scommesse, CTD, Consiglio di Stato: “Stanleybet non è illegale. L’attività dei centri non può essere sanzionata”. Avv. Agnello: “Stanleybet equiparata ai concessionari”

Il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, con sentenza pubblicata a fine luglio 2022, ha statuito la piena legalità dell’attività di raccolta delle scommesse dei centri Stanleybet, difesi dall’avv. Daniela Agnello.

La vicenda – riporta una nota dello studio legale Agnello –  riguarda il titolare di una rivendita di generi di monopolio che a seguito di un’ispezione della Guardia di Finanza subiva la revoca della concessione da parte di ADM.

In particolare, l’amministrazione contestava che l’attività di raccolta di scommesse in favore della società Stanleybet ledeva il rapporto fiduciario che deve configurarsi in tema di concessioni e autorizzazioni dello Stato.


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