Marini (già Pres. Corte Costituzionale): “Leggi regionali che applicano la misura del distanziometro potrebbero violare i principi di uguaglianza e libertà d’impresa sanciti dalla Costituzione”

E’ sicuramente un parere importante, destinato un forte impatto nel mondo del gioco italiano, il parere espresso dall’ex Presidente della Corte Costituzionale, Annibale Marini, che ha prospettato l’illegittimità costituzionale per le leggi regionali che applicano il distanziometro poiché violerebbero gli artt. 3, 32, 41 e 117 Comma 1. In buona sostanza, tali norme vanno contro i principi di uguaglianza e di libertà d’impresa previsti dai Padri Costituenti.

“La questione in oggetto verte su una misura di prevenzione logistica della dipendenza da gioco da azzardo (c.d. gioco d’azzardo patologico o ludopatia) che, dopo essere stata sperimentata a livello locale tramite regolamenti e ordinanze di autorità comunali, è stata adottata negli ultimi anni a livello legislativo da parte delle Regioni”. Si legge nel parere di Marini.

 

“La disciplina del gioco lecito, in generale, e la disciplina del c.d. distanziometro, in particolare, sono state più volte oggetto di pronunce da parte della Corte Costituzionale. La riconducibilità della disciplina del gioco alla materia dell’ordine pubblico e della sicurezza, in particolare, è stata più volte riconosciuta dalla Corte costituzionale in relazione a disposizioni volte a contrastare il gioco illegale, a disciplinare direttamente le modalità di installazione e di utilizzo degli apparecchi da gioco leciti e ad individuare i giochi leciti. Le pronunce – sottolinea Marini – sono tuttavia limitate al versante del riparto di competenza normativa tra Stato e Regioni e non si estendono al contenuto della regolamentazione concretamente adottata, sul quale la Corte non si è ancora pronunciata“.

Secondo il costituzionalista, l’effetto espulsivo dell’offerta di gioco potrebbe “accadere laddove si “calino” su una realtà territoriale più o meno circoscritta previsioni che individuino un numero eccessivo di punti sensibili o distanze minime troppo elevate. Così facendo, infatti, ben potrebbe accadere che in concreto – anche in considerazione delle limitazioni imposte dalla disciplina urbanistica in vigore – non vi sia alcuna zona idonea per installare gli apparecchi sufficientemente distante dai punti sensibili, o ve ne siano solo in località remote, irraggiungibili e dunque di fatto inidonee ad ospitare un’attività economica. In simili evenienze, l’intento regolatorio e conformativo del distanziometro rischierebbe di produrre risultati in tutto analoghi a quelli di un provvedimento proibizionistico che, da un lato, sarebbe integralmente ablativo delle posizioni giuridiche degli operatori economici del settore e, dall’altro, danneggerebbe gli stessi utenti del gioco, nella fruizione di un’attività pienamente lecita”.


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Chiusura sale eSports: anche “Le Iene” si occupano del caso

Continua ad essere l’argomento principale di discussione, nel settore del gioco, la chiusura delle sale eSports e LAN da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Ricordiamo che l’ADM ha apposto i sigilli alle apparecchiature che non rispettavano la normativa.

Tutto nasce da un Esposto ed un successivo Interpello presentato ad ADM per capire se la normativa valida per gli apparecchi da intrattenimento senza vincite in denaro andasse applicata anche alle apparecchiature presenti nelle sale LAN.


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Sale giochi, sale scommesse, sale bingo: dal 1° maggio entrate senza Green Pass. Si discute sulle mascherine

C’è molta attesa per il Consiglio dei Ministri di domani per quanto riguarda l’utilizzo delle mascherine al chiuso. Ma maggio segnerà una svolta anche per quanto riguarda l’utilizzo del Green Pass.

Per ciò che concerne le mascherine, è comunque ancora dibattito aperto se continuare ad utilizzarle nei luoghi al chiuso e nel trasporto pubblico.

Per quanto riguarda il settore del gioco pubblico, dal 1° maggio non sarà più necessario esibire il Super Green Pass nelle sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò. Lo stop alla certificazione verde riguarderà anche bar, ristoranti, cinema, teatri, eventi sportivi, centri benessere, attività sportive al chiuso (negli spogliatoi), convegni, congressi, etc.

 

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Scommesse, per Stanleybet sanatoria giurisprudenziale. La SENTENZA. Avv. Agnello: “Nuovo riconoscimento per l’operatore anglo-maltese identificato in Italia come un’eccezione alla regola”

Dopo la Corte Costituzionale e la Corte di Cassazione anche il Consiglio di Stato nella sentenza resa nel proc. n. 01685/2022 riconosce che la società Stanleybet è stata illegittimamente esclusa dalle gare italiane e che in sede euro-unitaria la “Corte ha quindi creato in via giurisprudenziale una sorta di sanatoria”.

Nella causa davanti al Consiglio di Stato, una società commerciale che fornisce tecnologie informatiche per la raccolta delle scommesse sportive agli operatori del settore ha chiesto all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli una autorizzazione alla raccolta di gioco pubblico con il relativo titolo autorizzatorio ritenendo, come riferisce testualmente il Consiglio di Stato, che “a seguito delle sentenze della Corte di Giustizia si sarebbe creata una prassi per cui nel nostro paese accanto agli operatori nazionali dotati di concessione e di autorizzazione … opererebbero, in base alla libertà di stabilimento garantita dall’art. 49 TFUE anche soggetti i quali, autorizzati alla raccolta delle scommesse in base alle norme di altro Stato dell’Unione, eserciterebbero tale attività in Italia senza concessione od autorizzazione alcuna”.

Il Consiglio di Sato evidenzia che la giurisprudenza nazionale è concorde nel ritenere che l’attività di raccolta delle scommesse nel nostro Paese possa essere svolta in via lecita solo dagli operatori muniti di concessione e autorizzazione di polizia.
 

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De Bertoldi (FdI): “Non credo che il riordino avverrà entro questa legislatura, ma con sottosegretario Freni l’approccio al settore del gioco è finalmente cambiato”

“Nella prima fase sul gioco c’è stata grande apertura e gli imprenditori hanno potuto investire. Poi però è arrivata la demagogia e il gioco è stato relegato nell’alveo delle negatività, ma ciò non può essere un discorso che vale per la politica. Non ci si può approcciare con il gioco avendo dei pregiudizi. La Commissione di cui faccio parte sta cercando di capire le problematiche che il comparto presenta. Negli ultimi anni sono stati trattate male dalle istituzioni, come dimostra la pandemia. Noi dobbiamo guardare a questo mondo con rispetto perché sono concessionari dello Stato e, di conseguenza, rappresentano lo Stato. Il gioco è una delle espressioni dello Stato. Innanzitutto, io vedo negli operatori del gioco coloro che dovranno assumere il ruolo della tutela del giocatore. Nessuno più di queste figure è in grado di riconoscere la patologia, essendo presenti sul territorio”. E’ quanto ha affermato il Senatore di Fratelli d’Italia, Andrea De Bertoldi, durante i Lottomatica Talks di Trento.


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